Tennis | Londra 2012

Olimpiadi: finale Federer-Murray

A distanza di quattro settimane dalla finale di Wimbledon vinta da Roger Federer su Andy Murray la sfida che domenica assegnerà la medaglia d’oro del Torneo olimpico a Londra vedrà sullo stesso campo, il Centre Court, i medesimi protagonisti, ovvero il campione svizzero e il beniamino di casa

Roger Federer in finale a Londra

Roger Federer in finale a Londra

LONDRA - A distanza di quattro settimane dalla finale di Wimbledon vinta da Roger Federer su Andy Murray la sfida che domenica assegnerà la medaglia d’oro del Torneo olimpico a Londra vedrà sullo stesso campo, il Centre Court, i medesimi protagonisti, ovvero il campione svizzero e il beniamino di casa. I precedenti tra il trentunenne di Basilea e il venticinquenne scozzese sono in prefetto equilibrio: 8-8. La finale si giocherà al meglio dei cinque set.
Murray ha chiuso la semifinale che lo vedeva opposto a Novak Djokovic quando su Londra era ormai sera scatenando l’entusiasmo del pubblico britannico: 75 75 in due ore esatte al termine di un match molto equilibrato in cui ha strappato due volte il servizio al serbo mostrando una grande sangue freddo nell’annullare al rivale quattro palle break nel secondo set.

Ma il vero spettacolo sul Centre Court lo ha regalato la semifinale infinita tra Federer e Juan Martin Del Potro. L’incontro che ha assicurato allo svizzero la sua prima medaglia olimpica individuale è stato il più bello spettacolo tennistico del 2012. Del Potro è uscito sconfitto, ma ha sicuramente reso orgoglioso ogni suo connazionale, lottando da grandissimo campione fino alla sconfitta, arrivata dopo 4 ore e 26 minuti e con l'incredibile punteggio di 36 76(5) 19-17. E’ stata la partita maschile più lunga dell'Era Open sulla distanza dei tre set, superando di oltre venti minuti il precedente record detenuto dalla semifinale di Madrid del 2009 tra Djokovic e Nadal.
Dopo aver vinto il secondo match point, Roger ha alzato le braccia al cielo e, quasi di nascosto, ha baciato la bandiera svizzera che gli orna la maglietta. A cinque giorni dal suo 31esimo compleanno, si è appena assicurato, quantomeno, una medaglia d’argento nel torneo di singolare, l’unico appuntamento che aveva sempre fallito. Ha risposto con la voce rotta dalla commozione alle televisioni che lo attendevano all'uscita dal campo, dopo oltre 260 minuti di una partita incredibile per qualità e quantità di tennis ed emozioni.
Dell'infinita lista di spunti che l'incontro ha fornito, una delle più positive e importanti è il definitivo recupero di Del Potro ai massimi livelli. Nella speranza che sappia recuperare in fretta da una sconfitta dolorosissima
Il primo set è stato deciso dal primo dei soli quattro break visti in questa infinita partita. Del Potro è perfetto nel capitalizzare l'unica distrazione di Federer, chiudendo per 63 e togliendo il sorriso all'affollato angolo di Federer. Ma i guai per lo svizzero erano appena cominciati. Il secondo set lo ha visto diverse volte a un passo dall'ennesima delusione olimpica. Sul 4 pari ha offerto a Del Potro la palla per andare a servire per la finale, ma si è salvato e poco dopo è riuscito a rifugiarsi nel tie break. E’ andato avanti 4-1, si è fatto recuperare fino al 4-4, ma è stato di ghiaccio nel vincere i successivi due punti per poi chiudere per 7-5 con un ace.

Nel terzo set 163 minuti di tripudio per ogni appassionato di tennis. Un susseguirsi apparentemente interminabile di emozioni, colpi di scena, prodezze tecniche e atletiche. In poche parole, spettacolo puro per i 15.000 del Centre Court, tra cui si nascondeva anche Kobe Bryant.
Federer ha affrontato due palle break nel secondo game, Del Potro ne ha offerto una per game sul 3 pari e sul 4 pari. Entrambi si sono salvati grazie al servizio, facendo scorrere il match verso la leggenda in cui è destinato ad entrare. Sul 9 pari Del Potro ha avuto il primo, e forse unico, vero passaggio a vuoto della sua partita: in un game disastroso commette due doppi falli e altri due errori non forzati, spedendo Federer a servire per l'incontro. Tutti, ma proprio tutti, pensano che sia finita. A parte Del Potro. Con un game in risposta straordinario, ha sfruttato nel migliore dei modi l'inevitabile tensione di Federer, che ha perso il servizio per appena la seconda volta nell'incontro, addirittura a zero. Tutto da rifare e 10 pari. Il Federer umano che si è lasciato prendere dal nervosismo in un lampo è tornato l'alieno che alla fine dell'incontro avrà servito ben dodici volte per rimanere nell'incontro. Ma Del Potro non è stato da meno, in particolare sul 14 pari e sul 15 pari, quando si è salvato prima dallo 0-40, poi dallo 0-30. ma il meccanismo scricchiola, e dopo 4 ore e 19 ha ceduto in modo decisivo. Con un rovescio in rete, dopo la solita gran difesa di Federer, Delpo consegna il secondo break all'avversario. Questa volta è quello buono, e al secondo match point (che si è procurato con un diritto lungolinea strepitoso) Roger può scrollarsi di dosso la tensione e lasciar cadere qualche lacrima. Si è appoggiato esausto alla rete, dopo una delle vittorie più dolci e memorabili della sua carriera. L’abbraccio con Juan Martin, che si è congratulato calorosamente con il suo avversario nonostante il cuore spezzato, è un altro concentrato di emozioni.
La prima semifinale del Torneo Olimpico forse ha messo forse definitivamente la parola fine sull’eterna disputa del valore del tennis ai Giochi. Se è vero che l’importanza di un evento corrisponde a quella che gli attribuiscono gli stessi contendenti, Federer e Del Potro hanno dimostrato con uno sforzo quasi sovrumano quanto tenessero a ogni singolo punto di una partita infinita, con le loro lacrime quanto bene e male faccia il risultato finale.

Fonte: FederTennis

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