28 maggio 2017
Aggiornato 14:00
Aperta anche un'inchiesta sportiva

Abuso minori nel calcio inglese, si allarga lo scandalo

Sarebbero coinvolti 6 o 7 club. Anche la star della nazionale inglese, Wayne Rooney, ha dato il suo sostegno alla campagna, invitando via Twitter i colleghi giocatori a denunciare.

Il post su Twitter di Wayne Rooney (© Twitter)

LONDRA - Il mondo del calcio inglese è sconvolto da uno scandalo inaudito: il sospetto che vi siano stati abusi sessuali su giovani calciatori in diversi club. La Football Association ha annunciato, secondo quanto riporta la Bbc, si aver aperto un'inchiesta sulla vicenda, la cui portata si sta allargando giorno dopo giorno.
L'inchiesta sportiva si accoda a quella giudiziaria: quattro uomini della polizia stanno investigando sulle accuse e una hotline messa in piedi dalla National Society for the Prevention of Cruelty to Children (NSPCC) ha già registrato più di 100 chiamate. Anche la star della nazionale inglese, Wayne Rooney, ha dato il suo sostegno alla campagna, invitando via Twitter i colleghi giocatori a denunciare.

Sarebbero coinvolti 6 o 7 club
Sono quattro i calciatori che hanno spinto la NSPCC ad aprire la linea d'aiuto per la denuncia degli abusi: David White, Andy Woodward, Steve Walters e Paul Stewart (un ex nazionale inglese).
Woodward, in particolare, ha denunciato il 16 novembre di aver subito abusi da parte dell'ex allenatore del Crewe e talent scout giovani, in seguito condannato per abusi su minori. Molti altri hanno denunciato, ma hanno chiesto di restare anonimo. Secondo il numero uno della Professional Footballers' Association (PFA) Gordon Taylor, oltre 20 ex calciatori hanno presentato denunce. Coinvolti sarebbero «sei o sette club». «Mi aspetto che ci siano altre» denunce, ha detto parlando alla Bbc Radio 5, e che siano coinvolti altri club.
Taylor ha affermato inoltre che nessuno di quelli che si sono fatti avanti attualmente gioca in una delle principali quattro leghe inglesi. I presunti abusi riguardano giovani calciatori dai 6 ai 16 anni, quando sono «giovani e vulnerabili».